I feel love

Giorgio Moroder la sapeva lunga.

È un beat travolgente.
Si prepara.
Sale.
Sempre lineare. Identico, per la terza volta.
Aumenta.
Tempo.
È un acuto…
And I’m in love

SLASH!

È in posa da cowboy, in mutande, con gli occhiali da vista e la montatura dorata, preciso come un chirurgo, tiene il codino di cuoio tra pollice e indice, come fosse una freccetta, prende la mira e – SLASH! – sulla schiena.

Ooh, it’s so good, it’s so good
It’s so good, it’s so good
It’s sooooo good

Donna Summer rincara la dose, il vecchio pure.
Si prepara da capo.
Sale con il braccio.
Sempre lineare. Identico nelle movenze, ancora un volta.
Aumenta l’altezza.
Tempo.
Un piede avanti all’altro, il peso poggia sulla gamba destra. Giusto lo spazio tra la credenza e il divano, la distanza che intercorre tra lui e me. Si direbbero circa due metri, la lunghezza minima standard di una frusta.
Il synth fa un altro giro e il vecchio ne fa mezzo intorno al polso col cordino.
È pronto.

Ooh, fall and free, fall and free
Fall and free, fall and free
Fall and freeeee…

Una caduta libera. Verso la pelle della schiena. La corda finalmente svincolata dalla presa dell’uomo precipita sulla bianchezza della mia schiena.
Che ora non è più bianca.
È a righe, sghembe, soprattutto, macchiata ai lati, ai fianchi, con i lividi procurati dal guizzo terminale di ogni colpo.
E ad ogni colpo io provo amore. I feel love, mi innamoro della canzone, mi innamoro del dolore, dell’acuto, voce e puntura, che salgono fino al cervello, così pungenti e insostenibili che vuoi sentirli ancora, e ancora e ancora, e poi “Basta!” e “…no, ancora…” fino a quando un colpo più bastardo ti inarca la schiena e urli una bestemmia, allora il cowboy domestico senza pantaloni, con le ciabatte di gomma e i calzini bianchi si avvicina per accarezzarti le ferite, per dare un bacino sulla bua e subito dopo riporre la frusta cattiva che ti ha fatto tanto male.
Ripone la frusta cattiva.
“Adesso basta con la frusta. Adesso ti presento il signor Cane
Come se già non lo conoscessi…per favore…no…

WHEEEEP!

 

 

 

“I FEEL LOVE” – D. Summer, G. Moroder.

(Credits: Alex in a frame from Clockwork Orange, 1971, directed by Stanley Kubrick)

Un pensiero riguardo “I feel love

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