Scaleno

Ho sognato la tua bara, G.
Perdonami se non sono venuta al tuo funerale.
Stanotte ho sognato la tua bara.
Un rinnovato funerale privato. Cerimonia funebre solo per me. La classe è vuota.
Perdonami G. se non ho mai versato una lacrima, se non ti lascio andare, se ti penso sempre e quando passo sotto casa tua guardo sul balcone. Perdonami se continuo a pensarti quando vedo la tua macchina verde parcheggiata sotto il negozio con i tuoi fratelli e i tuoi nipoti. Ogni tanto la guidano per la città.

Era una bara storta. Una bara su misura, fatta a tua immagine e somiglianza: asimmetrica, più larga da una parte, per ospitare il tuo corpo deforme.
E perdona il becchino se da solo non ce la fa: non ce la fa a sollevati con un unico movimento aggraziato. Barcolla, la bara fa un brutto rumore, il tuo corpo al suo interno si è scomposto, questo mi addolora. Il becchino ti appoggia sulla cattedra di quest’aula vuota.
Infila il braccio in una fessura del tuo feretro, per sistemarti il corpo, per ricomporti all’interno di questo sarcofago scaleno, perché se anche non ti vediamo, c’è bisogno di dignità.
Il becchino sorride un po’ in imbarazzo; l’avevo biasimato per averti toccato dentro. Poi ho capito. Che lo faceva per noi.

Perdonami G. se non so far altro che amare dei vecchi claudicanti pieni di dolori e silenzi.
Perdonami se ogni tanto ti pretendo mentre dormo e ti vedo pieno di luce, o decomposto, con la dentiera che si scioglie.

(Credits: “Funerale a Ornans“, 1850 – Gustave Courbet. Musée d’Orsay, Parigi)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...