Un azzardo

La prima volta che ho avuto coraggio è stato nel 2015.
Ci pensai un po’. Mi chiese se fosse tutto ok.
Ci pensai un altro po’. Poi glielo chiesi.
Scusa…ti dà fastidio se provo a farti una carezza? Potrei toccarti la faccia?
Cosa c’era di strano in questa domanda?
Lui mi guardò con gli occhi lucidi.
Certo che puoi. Non sono nemmeno cose da chiedere”.

Lo dici tu che non siano cose da chiedere.

Si avvicinò perché potessi accarezzarlo.
Tentai.
In effetti non accadde nulla di brutto.
Ma io fino a un attimo prima, non ero sicura che quell’uomo così bello, con una moglie e una figlia piccola, che mi aveva messo un collare, stesa in terra e scopata solo nel culo per tutta la mattina, non provasse fastidio a una mia eventuale carezza.

Sarebbe stato un azzardo.
Azzardato toccare la faccia di qualcuno che ti scopa su un pavimento.
Azzardato tentare la tenerezza con uno sconosciuto.
Del resto…perché dovrebbe piacerti che una ti accarezzi così intimamente? A me ad esempio, fa schifo. A me fa paura la sola idea che qualcuno possa toccarmi la faccia e che ciò non sia solo per afferrarmela e sputarmi in bocca, o per tirarmi uno schiaffo.
A me fa proprio impressione una carezza.
Mi sentirei violata da una carezza.
Se uno ti accarezza, poi tu, che devi fare?

Io lo so che voi mi usate come un cane.
Ed è per questo che io mi offro così: già a quattro zampe, con la lingua di fuori, il collo legato e porto il mio stesso guinzaglio tra i denti. Ve lo porgo.
Quello che ho imparato dalla vita è che devi compiacere chi ami, anche se non ti amano. Solo compiacendo chi ami (forse) non sarai rifiutato. Non sarai deluso.
Quello che ho imparato è di essere comprensiva.
Comprendi, quando non sei desiderato. E non compiere mosse false. Non essere presente laddove non sei voluto.
Metti da parte. Da parte ogni slancio affettivo.
Stai da parte, prima che una mano ti allontani mentre sei pronto per un abbraccio. Mentre ti protendi per un bacio. Stai da parte, prima che ti voltino la faccia.
Non ti fa bene.
Non toccare.
Non ti fa bene.
Il rifiuto non ti fa bene.
Non dar modo a nessuno di rifiutarti.
Rifiuta tu stesso. Rifiutagli tutto te stesso.

Certo che puoi. Non sono nemmeno cose da chiedere”.
Lo dici tu che non siano cose da chiedere.
Ma che succede se poi, io non chiedo, e il lupo mi mangia la mano?
Come faccio senza mano?
(Sono già senza cuore, senza ossigeno, senza lacrime).
Che succede se io non chiedo, e il contatto con il mio corpo ti genera disgusto, ora che l’amplesso è finito, e io sono diventata l’essere umano che per due ore avevo smesso di essere?
Chi ti tocca non è più il cane al guinzaglio: adesso sono io. Che succede se io ti faccio schifo?
Hai mai pensato che per me sarebbe un dolore farti schifo?
Hai mai fatto caso che resto immobile accanto a te nel letto, senza dormire per tutta la notte, col desiderio di abbracciarti e il comando di non sfiorarti?

Non mi hai mai toccata. Come un essere umano che accarezzi la testa di un cane, intendo. Un cane a cui portar da mangiare, a cui lanciare una palla.
Non mi hai mai toccata così.
Ecco perché temo.
Forse sono un animale con le zecche.
Non ti voglio infettare.
Perlomeno sarò stato il cane più docile e rispettoso di sempre.
Perlomeno, se non mi puoi amare, mi apprezzerai per quello.
Un bravo cane.
Sì, lei è un bravo cane.

Allora chiedo. Io ti chiedo, senza impegno, se per caso, così, io possa provare a farti una carezza in viso. Non so se poi alla fine mi riesce. Magari succede che ho la mano rigida. E poi, voglio dire…io non lo so l’effetto che mi farà. E chi ha mai accarezzato qualcuno?
Non lo so l’effetto che mi fa. Magari non mi piace.
Magari invece sì.
E se mi piace sarà un disastro. Se mi piace, tenterò sempre, d’ora in avanti, di toccare la guancia di qualcuno. Tenterò la tenerezza che mi è stata negata.
Tenterò.
E di nuovo mi volterete tutti quanti la faccia.
Tenerò.
Di nuovo, mi scanserete la mano.
Mi direte “Non farlo mai più”.
Deglutirò. Non piangerò.
Lo stomaco mi brucerà a lungo.
Mi terrò il polso destro fermo, immobile, con la mano sinistra. Stretto. Ogni volta che la sciocca idea della tenerezza mi verrà a fare visita. Ogni volta che mi sembrerà lecito essere una persona e non un cane.

Basterà restare rigidi, a letto, accanto ai vostri corpi che hanno goduto da soli. Senza riuscire a dormire, concentrati. Immobili. Di sale.

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